domenica 27 ottobre 2024

Nicola Samorì: La Scomposizione della Pittura in "Flores" (2024)



Esiste un momento esatto in cui la bellezza classica incontra la sua stessa distruzione. Entrare nell'universo viscerale di Nicola Samorì significa assistere al corpo a corpo tra l'artista e la materia. Con la sua straordinaria mostra "Flores" (2024), Samorì non si limita a dipingere, ma aggredisce le superfici, squarcia la pelle dei dipinti con il bisturi e scava il marmo, la pietra e il rame per rivelarne la carne viva.

Ispirato dal mistero del sacro e dai maestri del passato, il suo lavoro si inserisce in quel sottile confine che separa la fioritura dall'appassimento, l'attesa dalla fine. Lasciatevi guidare in questo percorso sensoriale: un viaggio poetico e profondo dove ogni ferita della materia diventa una soglia di pura luce.


nicola samori flower function failed oil on copper painting contemporary art


"Flower Function Failed" 2024
olio su rame, 90x87x3
Nicola Samorì


Fiori di rame, / la forma si frantuma / nel buio denso.

Copper wild blooms, / the classical shape shatters / in heavy dark night.


nicola samori the repose translate immobile oil on marble agate


"The Repose Translate Immobile" 2024
olio su marmo rosa portoghese e agata, 20x15x3.5
Nicola Samorì


Pietra scavata, / il volto perde il nome / dentro la gemma.

Carved solid stone, / the pale face loses its name / inside the deep gem.


antonello da messina cristo morto sorretto dagli angeli museo correr


Antonello da Messina,
Cristo morto sorretto dagli angeli, 1476 ca.,
olio su tavola, 145 x 85 cm, Museo Correr, Venezia


Luce antica, / il corpo senza vita / sorregge il cielo.

Ancient soft light, / the body without its breath / supports the wide sky.


nicola samori flowers machine oil on walnut wood still life


"Flowers Machine", 2024
olio su legno di noce, 40 x 30 x 2.5
Nicola Samorì


Vaso di fumo, / petali di corteccia / cadono lenti.

Vase filled with smoke, / petals made of raw wood / slowly falling down.


nicola samori untitled oil on marble calcite geode portrait


"Untitled", 2024,
olio su marmo portoghese e geode di calcite, 20 x 15 x 3.5
Nicola Samorì


Carne minerale, / la ferita brilla / di pura luce.

Mineral flesh, / the open crystal wound / shines with static light.


nicola samori fossa del belvedere oil on wood contemporary painting


"Fossa del Belvedere" 2024
olio su tavola 55x100
Nicola Samorì


Massa indistinta, / ombre che si fondono / nella caverna.

Unshaped raw crowd, / deep shadows melting away / inside the dark cave.


nicola samori the unisexual thicket fountain oil on trani stone


"The Unisexual Thicket Fountain", 2024,
olio su pietra di Trani, 30 x 20 x 2
Nicola Samorì


Pietra di Trani, / il corpo nudo emerge / dal marmo rosa.

Hard ancient stone, / the naked body rises / from pale pink marble.


nicola samori tarmacgarnet shower oil on marble black quartz


"TarmacGarnet Shower" 2024
olio su marmo rosa del Portogallo e quarzo nero di Castelluccio, 20x15x3.5
Nicola Samorì


Pianto di quarzo, / la tela antica si apre / sopra la roccia.

Dark quartz tear, / the classical canvas tears / open on the rock.


nicola samori flores exhibition poster monitor opening times

 
Parole viola, / la mostra apre le porte / sul corpo d'arte.

Bright purple words, / the art exhibition opens / to dark flesh dreams.


Galleria Monitor Rome Lisbon Pereto

La Carne dell'Opera: Da Antonello da Messina a Lucio Fontana

Il cuore concettuale della mostra Flores (presentata dalla galleria Monitor) affonda le sue radici in un dialogo serrato con la storia dell'arte e con l'enigma dell'incompiuto. Il critico Óscar Faria rintraccia la genesi di questa visione in un'opera precisa custodita al Museo Correr di Venezia: il Cristo morto sostenuto dagli angeli di Antonello da Messina (1476 ca.). In quel dipinto, i volti dei personaggi appaiono quasi svaniti, cancellati dal tempo o da restauri aggressivi, conferendo alla scena una dimensione spettrale. A dare vita a quel corpo sbiadito è un unico elemento: il piccolo taglio sul costato di Gesù, una ferita che svela la carne e ci ricorda la nostra natura effimera e impermanente.

È esattamente in questa ferita che si inserisce l'arte viscerale di Nicola Samorì. Se Lucio Fontana, a partire dal 1958, squarciava la tela per cercare la calma spaziale e l'infinito del cosmo, Samorì utilizza il bisturi sulla materia pittorica e sulla pietra per aprirne la pelle. È l'unico modo per visualizzare il battito cardiaco dell'opera, per guardarla nella sua carne viva e sentirne la temperatura.

L'Estetica del Fantasma e l'Attesa della Materia

Nelle opere di Flores, Samorì compie un miracolo mistico all'interno del suo studio (una chiesa sconsacrata): lavora quasi esclusivamente sulla pietra, sul marmo rosa del Portogallo e su innesti di geodi, calcite, agata e quarzo. Il corpo non compete con il mondo, ma diventa il mezzo per raggiungerne il cuore profondo, mineralizzandosi.
La sua pittura conosce ogni tecnica del passato, evocando frammenti storici che vanno dai gessi distrutti di Canova all'anatomia scorticata di Rembrandt, fino alle mutazioni di Arcimboldo. Eppure, l'opera di Samorì abita una dimensione sospesa: l'attesa della morte e il dono latente dell'oblio. Davanti al nostro sguardo i volti si mineralizzano, gli occhi si scavano e i fiori appassiscono. Ma all'improvviso, da quella stessa cavità della materia, tutto torna a sbocciare. La carne decade, ma la materia pittorica risorge, rivelando lo splendore e la sacralità della fine.


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— Daniela Scarel
Divulgatrice d'Arte | Daniela Scarel Art
Progetto Arte in Movimento

giovedì 24 ottobre 2024

Andrea Martinelli

































" Migliaia d'uomini prima di me,
Ed anche più di me carichi d'anni,
Mortalmente ferì
Il lampo d'una bocca.
Questo non è motivo
Che attenuerà il soffrire.
Ma se mi guardi con pietà,
E mi parli, si diffonde una musica,
Dimentico che brucia la ferita. "

Giuseppe Ungaretti
" Il Lampo della Bocca "
(da Dialoghi)

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Andrea Martinelli, Artista



Ph: Gianni Berengo Gardin
Ph: Martina Jones Lombardi

lunedì 21 ottobre 2024

Arvin Golrokh " Visione Fantastica " 2024






" Visione fantastica " , 2024, olio su tela, 220,5 x 348 cm
Arvin Golrokh, Artista
https://arvingolrokh.com


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" Il capitalismo ha preso possesso del nostro futuro. "
Mark Fisher

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"Visione fantastica" riprende, a duecento anni di distanza, un noto dipinto di Francisco Goya del 1823 col medesimo titolo.
Nella raffigurazione coesistono simultaneamente tre momenti del viaggio, della migrazione del nostro tempo segnato dal bisogno pressante di attraversare o eludere confini. Una volta superati, questi confini non fanno che disegnarne di nuovi e successivi da superare a loro volta. Figure disorientate, in una situazione di evidente disagio, sono costrette ad attraversare spazi ostili alla ricerca di un approdo migliore; ma la destinazione finale riserva uno status di sottomissione, di discriminazione razziale, di respingimento e di delusione delle aspettative di accettazione e inclusione.
Gli elementi centrali che interagiscono nella visione di insieme sono tre: la natura, lo spazio e il corpo. La natura, nel suo stato originario ma anche come ambiente modificato dall’uomo, crea un contesto irto di difficoltà e di sfide, produttivo di un disagio e di una condizione insoddisfacente. Con questo contesto il corpo umano si misura alla ricerca della possibilità di migliorare la propria condizione, attraversando uno spazio che appare come prova di un possibile riscatto, un'avventura difficile ma liberatoria. Questo spazio è tuttavia ormai interamente sottomesso al controllo attraverso l’uso politico della povertà, della paura e dell’incertezza. E infatti anche il momento finale del “viaggio” non ha nulla di appagante. Anzi, si rinnovano in ogni parte del mondo meccanismi di controllo apparentemente diversi ma con le medesime finalità: lo sfruttamento e l’alienazione di chi è costretto ad adattarsi alle regole prefissate per ritagliarsi spazi sempre più ristretti di sopravvivenza. In controluce prendono infatti forma, nel dipinto, le immagini fantasmatiche di alcuni uomini armati che presidiano l’approdo agognato per condizionarne l’accesso all’accettazione del modello sociale predefinito.

domenica 13 ottobre 2024

Mostra di Agostino Arrivabene " La Linea Verticale " Raccolta Lercaro 2024/2025







Omaggio a San Francesco d'Assisi 4 Ottobre
Stigmate 2024 olio su lino cm 123 x 190 (dipinto visibile alla mostra)
Agostino Arrivabene, Artista


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- La Linea Verticale -

Mostra dedicata all'Arte visionaria di Agostino Arrivabene
dal 17 Ottobre 2024 fino al 9 Marzo 2025
Raccolta Lercaro
Via Riva di Reno, 57
40122 Bologna
Tel. 051/6566211

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courtesy Primo Marella Gallery