lunedì 28 settembre 2026

Giuseppe Agnello – Tra terra e cielo: il mio racconto fotografico alla Galleria Ponzetta di Pietrasanta


Nel cuore di Pietrasanta, storica culla della grande scultura internazionale, ho avuto il piacere di visitare e fotografare la mostra personale dello scultore Giuseppe Agnello, allestita nella splendida cornice della Galleria Ponzetta (in Via Barsanti 41).

Inquadratura frontale della scultura in bronzo di Giuseppe Agnello all'entrata della Galleria Ponzetta a Pietrasanta, scatto di Daniela Scarel


L'impatto visivo è immediato: ad accogliere i visitatori sulla soglia dello spazio espositivo si staglia una maestosa scultura bronzea. Questa figura fiera, una reinterpretazione contemporanea che richiama la solennità della statuaria classica, sembra quasi invitare i passanti a varcare il confine tra la strada e il suggestivo percorso dell'arte.


Prospettiva ravvicinata dall'ingresso della Galleria Ponzetta con travi a vista e la statua in bronzo di Giuseppe Agnello, fotografia di Daniela Scarel

Varcando la soglia, l'architettura storica della galleria accoglie le opere in un abbraccio senza tempo. Sotto il caratteristico soffitto a travi, la figura bronzea monumentale introduce a una prospettiva profonda, svelando un percorso intimo e raccolto dove la luce artificiale accarezza e modella le sculture candide esposte nelle sale retrostanti.


Scultura di busto bianco ieratico con elementi naturali e un uccello sul braccio di Giuseppe Agnello, dettagli in chiaroscuro fotografati da Daniela Scarel


Entrando nel vivo dell'esposizione, l'atmosfera si fa più densa e i chiaroscuri esaltano la texture vibrante e quasi organica delle opere. I busti antropomorfi di Agnello, candidi e ieratici, instaurano un dialogo silente tra la figura umana e gli elementi della natura. In primo piano, il corpo appare avvolto da ramificazioni e concrezioni che richiamano la terra, accompagnato dalla presenza simbolica e protettiva di una creatura del mondo animale.


Primo piano frontale della scultura bianca di Giuseppe Agnello con texture vegetali e uccello sul braccio, reportage fotografico di Daniela Scarel


Spostando lo sguardo più da vicino, emerge tutta la forza espressiva del modellato. Il volto sereno della scultura contrasta magnificamente con la complessità materica della texture che la avvolge. Le forme organiche sembrano quasi germogliare dal gesso, trasformando la figura umana in una creatura ibrida, indissolubilmente legata alle forze della terra, in un perfetto connubio tra fragilità e monumentalità.


Scultura d'arte contemporanea bianca raffigurante una figura con falco sulla testa esposta nelle sale interne della Galleria Ponzetta, foto Daniela Scarel


Proseguendo nelle sale interne della galleria, l'esposizione svela opere in cui il mondo animale e quello umano si fondono in un unico blocco materico. Su un alto basamento in pietra, la figura candida accoglie sulla sommità un maestoso rapace. La creatura alata domina la composizione con fierezza, simboleggiando quel legame spirituale e ancestrale che dà il titolo all'intera mostra, teso costantemente in un delicato equilibrio tra la pesantezza della materia terrestre e la leggerezza del volo.


Locandina ufficiale della mostra Tra terra e cielo di Giuseppe Agnello a Pietrasanta, ospitata presso la Galleria Ponzetta


Con questa carrellata di immagini ho cercato di documentare non solo la plasticità e la materia della scultura, ma anche quel senso di sospensione e sacralità che si respira camminando tra le opere. Un percorso espositivo di grande fascino che testimonia la piena maturità stilistica dell'artista.

Informazioni utili per la visita:

Mostra: “Tra terra e cielo” – Personale di Giuseppe Agnello
Periodo: Dal 5 settembre al 4 ottobre 2026
Sede: Galleria Ponzetta
Indirizzo: Via Barsanti 41, Pietrasanta (LU)

Testo e reportage fotografico a cura di Daniela Scarel Fotografie.

 

sabato 26 settembre 2026

L'universo arcaico di Giuseppe Agnello: sculture sospese tra carne, terra e cielo


"Alla scoperta di Giuseppe Agnello, celebre scultore siciliano e docente presso l'Accademia di Belle Arti, noto per la straordinaria forza drammatica dei suoi lavori. In questo articolo analizziamo una delle sue opere più emblematiche, una composizione figurativa che incarna la perfetta osmosi tra carne e natura, dove volti dai tratti classici e solenni si fondono con rami, radici e frammenti di carbone in una quieta e dolorosa metamorfosi."


Scultura contemporanea di Giuseppe Agnello con innesti vegetali e frammenti di carbone


Questa straordinaria opera dello scultore siciliano Giuseppe Agnello incarna la perfetta osmosi tra carne e natura, un tema cardine che attraversa l'intera produzione dell'artista.

I due volti, dai tratti classici e solenni, sembrano sul punto di riemergere o di sprofondare definitivamente nella materia grezza che li ha generati. La pelle è stratificata come roccia fossilizzata, segnata da frammenti di carbone e sedimenti scuri che affiorano sulle spalle, simboli di un'interiorità consumata e carica di memorie arcaiche. Dalle loro teste avvolte da bende di filo sottile come antichi rituali di protezione si originano rami e radici divelte, innesti vegetali che tendono verso l'alto cercando una via di fuga o un contatto spirituale tra terra e cielo.

È un'umanità immobile e vulnerabile, colta in un momento di quieta e dolorosa metamorfosi, dove il respiro dell'uomo e il battito della terra diventano la stessa identica cosa.

Giuseppe Agnello, Artista 


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Ministero del Turismo
Regione Siciliana
Comune di Palermo
Arte e Musei Italia
Museitaliani


Accademia di Belle Arti di Palermo
Accademia di Belle Arti di Carrara


Dan Zollinger: il mito di Incantatrice di Milano tra sogno e penombre mistiche



"Alla scoperta di Dan Zollinger, celebre illustratore statunitense noto per la straordinaria forza evocativa delle sue opere. In questo articolo analizziamo 'Incantatrice di Milano', un'opera straordinaria in cui la bellezza della musa Gaia Cavallaro diventa un archetipo avvolto nel mistero, capace di fondere la grande tradizione figurativa d'oltreoceano con il fascino eterno della metropoli italiana."



Dan Zollinger, Incantatrice di Milano dipinto d'atmosfera con foglia d'oro

Ombre di viola e oro antico custodiscono il segreto di un volto senza tempo, mentre il silenzio si fa canto. Nel buio profondo del petto brucia una stella di pura luce, un cuore sacro che pulsa e conduce oltre i confini del sogno: si presenta così "Incantatrice di Milano", una tela digitale dove la figura eterea della musa ispiratrice, Gaia Cavallaro, diventa l'archetipo di una bellezza avvolta nel mistero e regina di un’alba mai scritta.

Questo microcosmo di penombre mistiche nasce dalla mano di Dan Zollinger, illustratore e pittore pluripremiato statunitense. Nato a Glens Falls (New York) e formatosi all'Art Institute di Pittsburgh, Zollinger ha tracciato una prestigiosa carriera partendo come storyboard artist a Madison Avenue fino a firmare le pagine del New York Times, del Washington Post e di Esquire, per poi consacrarsi nell'immaginario fantasy con le illustrazioni del bestseller "Le vite dei santi" di Leigh Bardugo.

Oggi, dalle atmosfere della sua attuale dimensione creativa nel Sud della costa americana, l’autore compie un viaggio ideale. "Incantatrice di Milano", interamente dipinta sull'applicazione digitale Procreate, diventa così il punto di convergenza perfetto tra due mondi: la sua rigorosa tradizione artistica si specchia nell'energia e nel fascino della metropoli italiana. Un ponte culturale tangibile in cui il destino e l'ispirazione si fondono, trovando linfa vitale e consacrazione nel cuore del patrimonio italiano.

Dan Zollinger, Artista

Musa Ispiratrice: Gaia Cavallaro


 

venerdì 25 settembre 2026

Thomas Junghans: la forza primitiva e materica nella scultura contemporanea

Scultura materica in bronzo con profilo di volto umano di Thomas Junghans

Sculture verticali in bronzo e volti primordiali di Thomas Junghans

Scultura a forma di testa policroma in bronzo di Thomas Junghans

Scultura verticale in bronzo scuro con volto

Scultura in bronzo con profilo geometrico e linee incise di Thomas Junghans

Scultura frontale in bronzo policromo con volto asimmetrico di Thomas Junghans

Scultura in bronzo di Thomas Junghans di profilo su sfondo dorato

Scultura monumentale in bronzo a forma di stele con profilo inciso di Thomas Junghans

Scultura in bronzo bifacciale con profilo e superficie materica ruvida di Thomas Junghans

Scultura in bronzo materico con volto a occhi chiusi e linee incise di Thomas Junghans

Scultura in bronzo dorato lucido con volto inciso di Thomas Junghans

Scultura in bronzo di profilo classico con testa materica su piedistallo di Thomas Junghans

Scultura in legno policromo con fori e filo metallico di Thomas Junghans

Scultura stilizzata con elementi geometrici scuri e volto arcaico di Thomas Junghans

Gruppo di sculture verticali in bronzo e figure totemiche di Thomas Junghans

Scultura in bronzo materico con elementi cubisti e sfumature oro di Thomas Junghans

Scultura a testa reclinata color terracotta con incisioni di Thomas Junghans

Scultura verticale in pietra chiara o gesso con volto allungato su base in legno di Thomas Junghans

" La forza primordiale che riaffiora dal bronzo. ✨"

Ci sono opere che non si limitano a occupare lo spazio, ma lo dominano. Le sculture di Thomas Junghans fanno esattamente questo: possiedono la fiera monumentalità del mito antico e la vibrante inquietudine dell'arte contemporanea.

Nato in Germania ma artisticamente radicato nei Paesi Bassi, Junghans rifiuta la perfezione levigata. Le sue iconiche "teste" mantengono superfici ruvide, solcate e stratificate. L'artista lavora la materia guidato da un istinto misurato, fermandosi un attimo prima del superfluo per preservare l'archetipo eterno del volto umano.

Guardando queste opere, sembra di assistere a uno scavo archeologico dell'anima: forme geometriche decise, quasi cubiste, che racchiudono un silenzio ancestrale e magnetico. Una scultura densa, tattile, impossibile da dimenticare.
Un viaggio nella materia pura che interroga lo sguardo.

Thomas Junghans, Artista.