" Le mosche d'oro " 2014 di Agostino Arrivabene - " Pesante ho l'anima, di una tenebra perenne. "

domenica 4 ottobre 2026

Tra terra e cielo: il reportage della mostra di Giuseppe Agnello a Pietrasanta


L'Arte come Rifugio e la Ricerca dell'Abisso: la Parola a Giuseppe Agnello

Per comprendere a fondo la genesi di "Tra terra e cielo", è illuminante accostarsi al pensiero dello stesso Giuseppe Agnello, che in una recente e profonda intervista sulla rivista Gattopardo ha ridefinito il senso profondo del suo fare scultura.

Lungi dall'essere un puro esercizio estetico, la scultura per il maestro rappresenta un'esigenza vitale, un atto necessario e di forte impatto emotivo. Come egli stesso dichiara: "La scultura è stata per me da sempre un atto di trasgressione, spingendomi ad abbracciare quell’ambito dell’arte che si manifesta sotto forma di protesta, ma al contempo rappresenta un rifugio necessario". In un'epoca lacerata da conflitti e incertezze, l'artista avverte il dovere morale di non rimanere immune di fronte al mondo, perché "l’arte non può mentire, nemmeno quando si presenta sotto forma di pura bellezza".

Questa continua tensione si traduce in opere che esplorano la stratificazione profonda dell'identità e del vissuto. Il titolo stesso della rassegna evoca la coesistenza tra la nostra parte materiale – radicata, grezza e ancorata alla polvere – e quell'abisso impalpabile e invisibile che abita ciascuno di noi. Abbandonando le tendenze effimere o i linguaggi puramente provocatori, Agnello sceglie di far dialogare la figura con una forte plasticità e con elementi di memoria antica, che affondano le radici nella grande tradizione dello stucco palermitano e nella lezione di Carrara. Il risultato è un percorso espositivo che non si impone con violenza sullo spettatore, ma instaura con lui e con lo spazio circostante un dialogo intimo, sussurrato e profondamente necessario.


Scultura contemporanea in gesso e terra di Giuseppe Agnello raffigurante due figure umane stilizzate che emergono da una roccia, esposta alla Galleria Ponzetta.

Opere di Giuseppe Agnello

Dalla roccia fiera,
due sagome distinte
sfidano l'ombra.


Allestimento della mostra di Giuseppe Agnello alla Galleria Ponzetta, caratterizzato da un suggestivo contrasto di luci e ombre nello spazio espositivo.


Opere di Giuseppe Agnello

Candide forme,
nel gioco della luce
l'ombra cammina.


Allestimento di busti scultorei figurativi di Giuseppe Agnello esposti su piedistalli ed elementi d'arredo all'interno della Galleria Ponzetta a Pietrasanta.


Opere di Giuseppe Agnello

Silenti volti,
dove la luce posa
fiorisce il tempo.

Dettaglio di una scultura antropomorfa di Giuseppe Agnello che raffigura un uccello posato sulla mano di una figura umana, esposta alla Galleria Ponzetta.


Opera di Giuseppe Agnello

Creature mute,
sul candore del corpo
sosta un sussurro.


Profilo di un busto scultoreo maschile di Giuseppe Agnello, raffigurato con un volatile posato sulla mano.


Opera di Giuseppe Agnello

Sguardo fiero,
una creatura sosta
sul freddo palmo.

nquadratura frontale di un busto scultoreo maschile di Giuseppe Agnello, con occhi chiusi .

Opera di Giuseppe Agnello

Occhi serrati,
nel profondo silenzio
fiorisce il sogno.


Scultura di una testa maschile di Giuseppe Agnello adagiata di lato su un tavolo di legno antico, con superfici ruvide sulla parte posteriore e ombre sul pavimento.


Opera di Giuseppe Agnello

Volto silente,
sul legno che fu albero
si posa il sogno.


Scultura di Giuseppe Agnello adagiata di lato su un tavolo di legno antico.


Opera di Giuseppe Agnello

Forma silente,
nel grembo del legno
riposa il tempo.


Primo piano di una scultura antropomorfa di Giuseppe Agnello raffigurante un busto maschile inclinato di lato con un volatile posato sulla spalla, su uno sfondo nero.


Opera di Giuseppe Agnello

Capo inclinato,
sul candore del collo
veglia l'ascolto.


Allestimento espositivo di Giuseppe Agnello alla Galleria Ponzetta con un busto scultoreo su piedistallo in primo piano e un pannello in bassorilievo appoggiato alla parete.


Opere di Giuseppe Agnello

Profilo chiuso,
e sulla bianca lastra
impronte vive.


Inquadratura frontale di un busto scultoreo antropomorfo di Giuseppe Agnello con occhi chiusi, illuminato su uno sfondo scuro.


Opera di Giuseppe Agnello

Volto raccolto,
nel buio della sala
la pietra sogna.


Profilo di un busto scultoreo antropomorfo di Giuseppe Agnello illuminato lateralmente, con un pannello in bassorilievo visibile sullo sfondo all'interno della Galleria Ponzetta.


Opere di Giuseppe Agnello

Profilo austero,
nel gioco della mente
la forma tace.


Scultura di Giuseppe Agnello raffigurante due figure umane stilizzate in piedi su un basamento materico, con le loro ombre nitide proiettate sulla parete di fondo.


Opera di Giuseppe Agnello

Due corpi eretti,
sul muro la scura ombra
cammina insieme.

Allestimento d'arte di Giuseppe Agnello alla Galleria Ponzetta con un bassorilievo circolare a motivi botanici sulla parete e sculture di teste umane con un volatile sul mobile di legno antico.


Opere di Giuseppe Agnello

Foglie impresse,
sui pensieri dell'uomo
sosta l'aliante.


Dettaglio ravvicinato di due sculture di teste umane affiancate di Giuseppe Agnello, sormontate da sagome di volatili sorretti da fili metallici, esposte a Pietrasanta.


Opera di Giuseppe Agnello

Menti vicine,
sulle teste adagiate
spicca il volo.

Pannello scultoreo circolare in bassorilievo di Giuseppe Agnello appeso alla parete, caratterizzato da superfici fortemente texturizzate e geometrie astratte materiche.


Opera di Giuseppe Agnello

Cerchio perfetto,
nella terra scavata
pulsa la luna.

Pannello scultoreo circolare di Giuseppe Agnello appeso alla parete, decorato con nitide impronte in bassorilievo di ramificazioni e grandi foglie.


Opera di Giuseppe Agnello

Linfa impressa,
sul cerchio della terra
la foglia tace.


Dettaglio di una scultura circolare da parete di Giuseppe Agnello caratterizzata da una fitta trama stratificata di impronte vegetali.


Opera di Giuseppe Agnello

Intrecci bianchi,
nel profondo rilievo
pulsa la selva.


Allestimento d'insieme della mostra personale di Giuseppe Agnello alla Galleria Ponzetta, con diverse sculture antropomorfe e tondi da parete esposti nella sala.


Opere di Giuseppe Agnello

Corpi e tondi,
nel silenzio di gesso
l'universo posa.


• Scultura di Giuseppe Agnello raffigurante due figure umane stilizzate e nude in piedi, le cui teste si prolungano in una forma ruvida e asimmetrica.

Opera di Giuseppe Agnello

Verticali,
oltre il pensiero umano
la forma sale.


Scultura antropomorfa maschile di Giuseppe Agnello su piedistallo, ripresa di profilo all'interno dello spazio espositivo della galleria.

Opera di Giuseppe Agnello

Passo sospeso,
davanti all'infinito
l'anima attende.


Inquadratura frontale di una scultura antropomorfa di Giuseppe Agnello che raffigura un corpo maschile stante su un piedistallo, con le braccia sollevate e una forma ampia e irregolare sul capo.


Opera di Giuseppe Agnello

Mani levate,
sotto un carico informe
il corpo sosta.


Visione ravvicinata e angolata di due sculture di figure umane nude di Giuseppe Agnello, i cui capi si sviluppano verso l'alto in eleganti estensioni materiche, ruvide e asimmetriche.


Opere di Giuseppe Agnello, Artista

Fianco a fianco,
verso il cielo si innalza
la forma ruvida.

***

Questo viaggio visivo si conclude così, con queste due figure stanti che si innalzano silenziose, fianco a fianco, proiettando i propri pensieri verso l'alto attraverso eleganti ed asimmetriche estensioni materiche. In questo frammento visivo si condensa l'intero respiro della mostra di Giuseppe Agnello: un invito a rallentare, ad accostarsi all'opera con passo leggero per ascoltarne il canto sommesso e l'intima verticalità.

"Tra terra e cielo" alla Galleria Ponzetta non è stata soltanto una rassegna da ammirare, ma uno spazio meditativo in cui l'abisso interiore di ognuno di noi ha potuto specchiarsi nel candore e nelle rugosità delle forme. Una testimonianza preziosa di come la scultura, oggi più che mai, possa farsi rifugio necessario e custode silenziosa della nostra parte più intima e spirituale.

Lascio questo spazio con gli occhi colmi di questa metamorfosi silenziosa, grata per aver potuto catturare e divulgare la bellezza di un dialogo così puro tra la materia e l'assoluto, a chiusura della splendida mostra presso la Galleria Ponzetta di Pietrasanta.

Reportage d'arte a cura di Daniela Scarel

 

venerdì 2 ottobre 2026

L’Eterno Incanto di “Contemplazioni” (2019): La Visione di Vittorio Sgarbi a Salò


“La luce dell'arte, / sguardo che accende il mondo: / eterno incanto.”
Ci sono mostre che non si limitano a esporre opere, ma che possiedono la rara capacità di tracciare solchi profondi nella memoria di chi le attraversa. Nel 2019, l'affascinante cornice del MuSa - Museo di Salò, in provincia di Brescia, è diventata il palcoscenico di un evento espositivo straordinario: “Contemplazioni”, una mostra nata dalla sapiente e raffinata curatela di Vittorio Sgarbi.

Riguardando oggi il mio reportage fotografico di quella memorabile visita del 2019, avverto nitida la stessa emozione di allora. L'esposizione si è configurata come un dialogo intimo e visionario tra cinque maestri assoluti del panorama contemporaneo: Domenico Gnoli, Gaetano Pesce, Luigi Serafini, Agostino Arrivabene e Cesare Inzerillo.


Ingresso mostra Contemplazioni Salò 2019 curata da Vittorio Sgarbi con opera su legno fossile di Agostino Arrivabene



L'ingresso della mostra “Contemplazioni” (2019) curata da Vittorio Sgarbi al MuSa di Salò, con i nomi dei cinque maestri e l'affascinante dipinto su legno fossile di Agostino Arrivabene.


Opera su legno fossile di Agostino Arrivabene mostra Contemplazioni Salò 2019 curata da Vittorio Sgarbi


Agostino Arrivabene


Opera grafica in cornice dorata di Agostino Arrivabene mostra Contemplazioni Salò 2019 curata da Vittorio Sgarbi


Agostino Arrivabene


Dipinto in cornice dorata di Agostino Arrivabene mostra Contemplazioni Salò 2019 curata da Vittorio Sgarbi


Agostino Arrivabene


Allestimento sale espositive mostra Contemplazioni Salò 2019 curata da Vittorio Sgarbi


MuSa - Museo di Salò


Grande dipinto mitologico con sfere celesti e figure eteree di Agostino Arrivabene mostra Contemplazioni Salò 2019 curata da Vittorio Sgarbi


Agostino Arrivabene


Scultura di capra e installazione tridimensionale di Agostino Arrivabene mostra Contemplazioni Salò 2019 curata da Vittorio Sgarbi


Agostino Arrivabene


Installazione scultorea surreale con figura femminile e carote di Luigi Serafini mostra Contemplazioni Salò 2019 curata da Vittorio Sgarbi


Luigi Serafini


Scultura grottesca di figura in uniforme di Cesare Inzerillo mostra Contemplazioni Salò 2019 curata da Vittorio Sgarbi


Cesare Inzerillo


Sculture grottesche di due figure di Cesare Inzerillo mostra Contemplazioni Salò 2019 curata da Vittorio Sgarbi


Cesare Inzerillo


Dipinto con dettaglio di tessuto verde a motivi geometrici di Domenico Gnoli mostra Contemplazioni Salò 2019 curata da Vittorio Sgarbi


Domenico Gnoli


Dipinto con figura maschile seduta davanti a bizzarra architettura di Domenico Gnoli mostra Contemplazioni Salò 2019 curata da Vittorio Sgarbi


Domenico Gnoli


Grande disegno surreale antropomorfo con figura in veste purpurea di Gaetano Pesce mostra Contemplazioni Salò 2019 curata da Vittorio Sgarbi


Gaetano Pesce


Poltrona Up5 e pouf Up6 di Gaetano Pesce mostra Contemplazioni Salò 2019 curata da Vittorio Sgarbi


Gaetano Pesce


Facciata e ingresso notturno con manifesti della mostra Contemplazioni Vittorio Sgarbi MuSa Museo di Salò


MuSa - Museo di Salò


Scalinata ingresso e stendardo stradale mostra Contemplazioni MuSa Museo di Salò pomeriggio


MuSa - Museo di Salò


Dettaglio ravvicinato totem insegna MuSa Museo di Salò con facciata storica sullo sfondo


MuSa - Museo di Salò


Due sculture bronzee filiformi su balcone del MuSa Museo di Salò mostra Contemplazioni Vittorio Sgarbi pomeriggio


MuSa - Museo di Salò


Dettaglio ravvicinato profili di due figure in bronzo sottili mostra Contemplazioni MuSa Museo di Salò


In un presente troppo spesso distratto, il lavoro di ricerca e sintesi operato dal Professor Vittorio Sgarbi in questa mostra rimane un punto di riferimento insostituibile. Testimonia un amore puro, viscerale e protettivo verso il nostro patrimonio e verso la capacità tutta italiana di generare meraviglia.

Circondarsi di bellezza e, soprattutto, impegnarsi nella divulgazione d'arte per condividerla con gli altri, è un atto di profonda gratitudine e di resistenza culturale. Questo articolo vuole essere un omaggio a quella scintilla che il Professore ha saputo accendere a Salò, ricordandoci quanto sia immenso lo splendore che abbiamo intorno e che abbiamo il dovere di proteggere e far ricordare.



Daniela Scarel 

lunedì 28 settembre 2026

Giuseppe Agnello – Tra terra e cielo: il mio racconto fotografico alla Galleria Ponzetta di Pietrasanta


Nel cuore di Pietrasanta, storica culla della grande scultura internazionale, ho avuto il piacere di visitare e fotografare la mostra personale dello scultore Giuseppe Agnello, allestita nella splendida cornice della Galleria Ponzetta (in Via Barsanti 41).

Inquadratura frontale della scultura in bronzo di Giuseppe Agnello all'entrata della Galleria Ponzetta a Pietrasanta, scatto di Daniela Scarel


L'impatto visivo è immediato: ad accogliere i visitatori sulla soglia dello spazio espositivo si staglia una maestosa scultura bronzea. Questa figura fiera, una reinterpretazione contemporanea che richiama la solennità della statuaria classica, sembra quasi invitare i passanti a varcare il confine tra la strada e il suggestivo percorso dell'arte.


Prospettiva ravvicinata dall'ingresso della Galleria Ponzetta con travi a vista e la statua in bronzo di Giuseppe Agnello, fotografia di Daniela Scarel

Varcando la soglia, l'architettura storica della galleria accoglie le opere in un abbraccio senza tempo. Sotto il caratteristico soffitto a travi, la figura bronzea monumentale introduce a una prospettiva profonda, svelando un percorso intimo e raccolto dove la luce artificiale accarezza e modella le sculture candide esposte nelle sale retrostanti.


Scultura di busto bianco ieratico con elementi naturali e un uccello sul braccio di Giuseppe Agnello, dettagli in chiaroscuro fotografati da Daniela Scarel


Entrando nel vivo dell'esposizione, l'atmosfera si fa più densa e i chiaroscuri esaltano la texture vibrante e quasi organica delle opere. I busti antropomorfi di Agnello, candidi e ieratici, instaurano un dialogo silente tra la figura umana e gli elementi della natura. In primo piano, il corpo appare avvolto da ramificazioni e concrezioni che richiamano la terra, accompagnato dalla presenza simbolica e protettiva di una creatura del mondo animale.


Primo piano frontale della scultura bianca di Giuseppe Agnello con texture vegetali e uccello sul braccio, reportage fotografico di Daniela Scarel


Spostando lo sguardo più da vicino, emerge tutta la forza espressiva del modellato. Il volto sereno della scultura contrasta magnificamente con la complessità materica della texture che la avvolge. Le forme organiche sembrano quasi germogliare dal gesso, trasformando la figura umana in una creatura ibrida, indissolubilmente legata alle forze della terra, in un perfetto connubio tra fragilità e monumentalità.


Scultura d'arte contemporanea bianca raffigurante una figura con falco sulla testa esposta nelle sale interne della Galleria Ponzetta, foto Daniela Scarel


Proseguendo nelle sale interne della galleria, l'esposizione svela opere in cui il mondo animale e quello umano si fondono in un unico blocco materico. Su un alto basamento in pietra, la figura candida accoglie sulla sommità un maestoso rapace. La creatura alata domina la composizione con fierezza, simboleggiando quel legame spirituale e ancestrale che dà il titolo all'intera mostra, teso costantemente in un delicato equilibrio tra la pesantezza della materia terrestre e la leggerezza del volo.


Locandina ufficiale della mostra Tra terra e cielo di Giuseppe Agnello a Pietrasanta, ospitata presso la Galleria Ponzetta


Con questa carrellata di immagini ho cercato di documentare non solo la plasticità e la materia della scultura, ma anche quel senso di sospensione e sacralità che si respira camminando tra le opere. Un percorso espositivo di grande fascino che testimonia la piena maturità stilistica dell'artista.

Informazioni utili per la visita:

Mostra: “Tra terra e cielo” – Personale di Giuseppe Agnello
Periodo: Dal 5 settembre al 4 ottobre 2026
Sede: Galleria Ponzetta
Indirizzo: Via Barsanti 41, Pietrasanta (LU)

Testo e reportage fotografico a cura di Daniela Scarel Fotografie.

 

sabato 26 settembre 2026

L'universo arcaico di Giuseppe Agnello: sculture sospese tra carne, terra e cielo


"Alla scoperta di Giuseppe Agnello, celebre scultore siciliano e docente presso l'Accademia di Belle Arti, noto per la straordinaria forza drammatica dei suoi lavori. In questo articolo analizziamo una delle sue opere più emblematiche, una composizione figurativa che incarna la perfetta osmosi tra carne e natura, dove volti dai tratti classici e solenni si fondono con rami, radici e frammenti di carbone in una quieta e dolorosa metamorfosi."


Scultura contemporanea di Giuseppe Agnello con innesti vegetali e frammenti di carbone


Questa straordinaria opera dello scultore siciliano Giuseppe Agnello incarna la perfetta osmosi tra carne e natura, un tema cardine che attraversa l'intera produzione dell'artista.

I due volti, dai tratti classici e solenni, sembrano sul punto di riemergere o di sprofondare definitivamente nella materia grezza che li ha generati. La pelle è stratificata come roccia fossilizzata, segnata da frammenti di carbone e sedimenti scuri che affiorano sulle spalle, simboli di un'interiorità consumata e carica di memorie arcaiche. Dalle loro teste avvolte da bende di filo sottile come antichi rituali di protezione si originano rami e radici divelte, innesti vegetali che tendono verso l'alto cercando una via di fuga o un contatto spirituale tra terra e cielo.

È un'umanità immobile e vulnerabile, colta in un momento di quieta e dolorosa metamorfosi, dove il respiro dell'uomo e il battito della terra diventano la stessa identica cosa.

Giuseppe Agnello, Artista 


Ministero della Cultura
Ministero del Turismo
Regione Siciliana
Comune di Palermo
Arte e Musei Italia
Museitaliani


Accademia di Belle Arti di Palermo
Accademia di Belle Arti di Carrara


Dan Zollinger: il mito di Incantatrice di Milano tra sogno e penombre mistiche



"Alla scoperta di Dan Zollinger, celebre illustratore statunitense noto per la straordinaria forza evocativa delle sue opere. In questo articolo analizziamo 'Incantatrice di Milano', un'opera straordinaria in cui la bellezza della musa Gaia Cavallaro diventa un archetipo avvolto nel mistero, capace di fondere la grande tradizione figurativa d'oltreoceano con il fascino eterno della metropoli italiana."



Dan Zollinger, Incantatrice di Milano dipinto d'atmosfera con foglia d'oro

Ombre di viola e oro antico custodiscono il segreto di un volto senza tempo, mentre il silenzio si fa canto. Nel buio profondo del petto brucia una stella di pura luce, un cuore sacro che pulsa e conduce oltre i confini del sogno: si presenta così "Incantatrice di Milano", una tela digitale dove la figura eterea della musa ispiratrice, Gaia Cavallaro, diventa l'archetipo di una bellezza avvolta nel mistero e regina di un’alba mai scritta.

Questo microcosmo di penombre mistiche nasce dalla mano di Dan Zollinger, illustratore e pittore pluripremiato statunitense. Nato a Glens Falls (New York) e formatosi all'Art Institute di Pittsburgh, Zollinger ha tracciato una prestigiosa carriera partendo come storyboard artist a Madison Avenue fino a firmare le pagine del New York Times, del Washington Post e di Esquire, per poi consacrarsi nell'immaginario fantasy con le illustrazioni del bestseller "Le vite dei santi" di Leigh Bardugo.

Oggi, dalle atmosfere della sua attuale dimensione creativa nel Sud della costa americana, l’autore compie un viaggio ideale. "Incantatrice di Milano", interamente dipinta sull'applicazione digitale Procreate, diventa così il punto di convergenza perfetto tra due mondi: la sua rigorosa tradizione artistica si specchia nell'energia e nel fascino della metropoli italiana. Un ponte culturale tangibile in cui il destino e l'ispirazione si fondono, trovando linfa vitale e consacrazione nel cuore del patrimonio italiano.

Dan Zollinger, Artista

Musa Ispiratrice: Gaia Cavallaro