L'Arte come Rifugio e la Ricerca dell'Abisso: la Parola a Giuseppe Agnello
Per comprendere a fondo la genesi di "Tra terra e cielo", è illuminante accostarsi al pensiero dello stesso Giuseppe Agnello, che in una recente e profonda intervista sulla rivista Gattopardo ha ridefinito il senso profondo del suo fare scultura.
Lungi dall'essere un puro esercizio estetico, la scultura per il maestro rappresenta un'esigenza vitale, un atto necessario e di forte impatto emotivo. Come egli stesso dichiara: "La scultura è stata per me da sempre un atto di trasgressione, spingendomi ad abbracciare quell’ambito dell’arte che si manifesta sotto forma di protesta, ma al contempo rappresenta un rifugio necessario". In un'epoca lacerata da conflitti e incertezze, l'artista avverte il dovere morale di non rimanere immune di fronte al mondo, perché "l’arte non può mentire, nemmeno quando si presenta sotto forma di pura bellezza".
Questa continua tensione si traduce in opere che esplorano la stratificazione profonda dell'identità e del vissuto. Il titolo stesso della rassegna evoca la coesistenza tra la nostra parte materiale – radicata, grezza e ancorata alla polvere – e quell'abisso impalpabile e invisibile che abita ciascuno di noi. Abbandonando le tendenze effimere o i linguaggi puramente provocatori, Agnello sceglie di far dialogare la figura con una forte plasticità e con elementi di memoria antica, che affondano le radici nella grande tradizione dello stucco palermitano e nella lezione di Carrara. Il risultato è un percorso espositivo che non si impone con violenza sullo spettatore, ma instaura con lui e con lo spazio circostante un dialogo intimo, sussurrato e profondamente necessario.
Opere di Giuseppe Agnello
Dalla roccia fiera,
due sagome distinte
sfidano l'ombra.
Opere di Giuseppe Agnello
Candide forme,
nel gioco della luce
l'ombra cammina.
Opere di Giuseppe Agnello
Silenti volti,
dove la luce posa
fiorisce il tempo.
Opera di Giuseppe Agnello
Creature mute,
sul candore del corpo
sosta un sussurro.
Opera di Giuseppe Agnello
Sguardo fiero,
una creatura sosta
sul freddo palmo.
Opera di Giuseppe Agnello
Occhi serrati,
nel profondo silenzio
fiorisce il sogno.
Opera di Giuseppe Agnello
Volto silente,
sul legno che fu albero
si posa il sogno.
Opera di Giuseppe Agnello
Forma silente,
nel grembo del legno
riposa il tempo.
Opera di Giuseppe Agnello
Capo inclinato,
sul candore del collo
veglia l'ascolto.
Opere di Giuseppe Agnello
Opera di Giuseppe Agnello
Volto raccolto,
nel buio della sala
la pietra sogna.
Opere di Giuseppe Agnello
Profilo austero,
nel gioco della mente
la forma tace.
Opera di Giuseppe Agnello
Due corpi eretti,
sul muro la scura ombra
cammina insieme.
Opere di Giuseppe Agnello
Foglie impresse,
sui pensieri dell'uomo
sosta l'aliante.
Opera di Giuseppe Agnello
Menti vicine,
sulle teste adagiate
spicca il volo.
Opera di Giuseppe Agnello
Cerchio perfetto,
nella terra scavata
pulsa la luna.
Opera di Giuseppe Agnello
Linfa impressa,
sul cerchio della terra
la foglia tace.
Opera di Giuseppe Agnello
Intrecci bianchi,
nel profondo rilievo
pulsa la selva.
Opere di Giuseppe Agnello
Corpi e tondi,
nel silenzio di gesso
l'universo posa.
Opera di Giuseppe Agnello
Verticali,
oltre il pensiero umano
la forma sale.
Opera di Giuseppe Agnello
Passo sospeso,
davanti all'infinito
l'anima attende.
Opera di Giuseppe Agnello
Mani levate,
sotto un carico informe
il corpo sosta.
Opere di Giuseppe Agnello, Artista
Fianco a fianco,
verso il cielo si innalza
la forma ruvida.
verso il cielo si innalza
la forma ruvida.
***
Questo viaggio visivo si conclude così, con queste due figure stanti che si innalzano silenziose, fianco a fianco, proiettando i propri pensieri verso l'alto attraverso eleganti ed asimmetriche estensioni materiche. In questo frammento visivo si condensa l'intero respiro della mostra di Giuseppe Agnello: un invito a rallentare, ad accostarsi all'opera con passo leggero per ascoltarne il canto sommesso e l'intima verticalità.
"Tra terra e cielo" alla Galleria Ponzetta non è stata soltanto una rassegna da ammirare, ma uno spazio meditativo in cui l'abisso interiore di ognuno di noi ha potuto specchiarsi nel candore e nelle rugosità delle forme. Una testimonianza preziosa di come la scultura, oggi più che mai, possa farsi rifugio necessario e custode silenziosa della nostra parte più intima e spirituale.
Lascio questo spazio con gli occhi colmi di questa metamorfosi silenziosa, grata per aver potuto catturare e divulgare la bellezza di un dialogo così puro tra la materia e l'assoluto, a chiusura della splendida mostra presso la Galleria Ponzetta di Pietrasanta.
Reportage d'arte a cura di Daniela Scarel
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