" Le mosche d'oro " 2014 di Agostino Arrivabene - " Pesante ho l'anima, di una tenebra perenne. "

lunedì 12 ottobre 2026

Yuzuru Hinaiji: l'anima segreta degli animali nelle sculture in legno di recupero


Ci sono legni che hanno viaggiato a lungo, cullati dalle correnti dei fiumi e consumati dal sale del mare. Materia ferita, spezzata e apparentemente abbandonata, che sulle spiagge del Giappone trova la sua seconda vita. Attraverso la mia attività di divulgazione d'arte, vi porto alla scoperta del mondo silenzioso di Yuzuru Hinaiji (ヒナイジ ユズル).

Lo scultore giapponese non forza mai la materia grezza: la osserva, ne ascolta i nodi, le crepe e le curvature erose dal tempo. Con un intervento minimo e un rispetto sacro per la natura, l’artista applica la filosofia del mitate, scorgendo una presenza latente laddove altri vedrebbero solo un frammento inerte. È così che dalle venature e dalle cicatrici del legno fluitato emergono, fieri e magnetici, i profili di lupi, felini, creature mitologiche e fieri cervidi. Anime selvagge che riemergono dal vuoto per sussurrarci la bellezza della rinascita.



Yuzuru Hinaiji scultura in legno di recupero cane levriero


Un profilo allungato, levigato dal sale. L'orecchio asseconda la curva del legno, traducendo l'erosione del mare nell'eleganza di un levriero.


Yuzuru Hinaiji scultura in legno di recupero leone


Dalle schegge selvagge della materia emerge la regalità di un ruggito. Una criniera fiera plasmata dall'impeto del vento.


Yuzuru Hinaiji scultura in legno fluitato balena


Una lastra erosa sospesa nel vuoto, memoria di abissi infiniti. Il cetaceo riprende il suo viaggio, planando tra correnti invisibili.


Yuzuru Hinaiji scultura in legno di mare lupo


Uno sguardo magnetico incastonato nella corteccia. Il profilo fiero del lupo si protegge sotto il manto ruvido del tempo.


Yuzuru Hinaiji scultura legno fluitato arte contemporanea


Un'estensione che cerca il cielo, una tensione pura della materia. L'essenziale racchiuso nella linea sinuosa di un ramo eroso.


Yuzuru Hinaiji mostra sculture legno di recupero collezione


Presenze scoperte che dialogano tra loro nello spazio. Frammenti di natura che trasformano la stanza in una stanza delle meraviglie contemporanea.


Yuzuru Hinaiji scultura in legno di mare cigno


Linee flessuose e profonde che assecondano l'oscurità del legno. Un'eleganza silenziosa che scivola sull'acqua del tempo.


Yuzuru Hinaiji scultura in legno fluitato cavallo


Il profilo indomito della corsa impresso nei nodi duri del tronco. La criniera si fonde con la materia grezza, immortalandone lo scatto.


Yuzuru Hinaiji scultura in legno di mare pantera


Flessibilità felina concentrata in una torsione primordiale. Il legno fluitato imita la tensione dei muscoli prima dello scatto.


Yuzuru Hinaiji scultura in legno di recupero drago


Le radici contorte danno vita al mito. Tratti sottili e maestosi risvegliano una creatura leggendaria rimasta nascosta nel profondo del bosco.


Yuzuru Hinaiji scultura in legno fluitato orso


Volume solido e contorni morbidi. La figura protettiva dell'orso emerge rispettando la densità e la maestosità della corteccia originale.


Yuzuru Hinaiji scultura legno recupero leone frontale


La fierezza incontra lo spettatore faccia a faccia. Una presenza magnetica custodita in un blocco di legno modellato dai fiumi.


Yuzuru Hinaiji scultura balena legno di mare


Un'altra prospettiva rivela la fluidità del corpo. Il movimento del cetaceo sembra imitare la dinamica stessa delle onde che hanno levigato il legno.


Yuzuru Hinaiji scultura in legno di mare aquila


Ali spiegate e artigli pronti a ghermire il vuoto. La forza del rapace si libera assecondando le spaccature naturali e affilate del tronco.


Yuzuru Hinaiji scultura legno cavallo rampante


Energia cinetica cristallizzata nel legno. La torsione asseconda la venatura viva, sollevando la scultura in un impeto di pura libertà.


Yuzuru Hinaiji scultura balena legno fluitato profilo


Le linee si fanno minimali ed essenziali. Il profilo netto della balena mette in risalto il vuoto profondo e ancestrale che porta nel petto.


Yuzuru Hinaiji scultura in legno di mare cervo


Una testa nobile coronata da ramificazioni delicate. L'eleganza del cervide si fonde simbioticamente con le venature e i segni lasciati dall'acqua.


Yuzuru Hinaiji scultura legno recupero rapace


L'ala si eleva seguendo l'andamento verticale del tronco originario. Un equilibrio perfetto tra l'astrazione della materia e la forma animale.


Yuzuru Hinaiji scultura legno fluitato alce cervo


Una lastra di legno marino si trasforma in un maestoso palco asimmetrico. La forza rude della foresta condensata in un unico frammento di tempo.


Yuzuru Hinaiji scultura aquila rami legno mare


La materia inerte sposa la vita che rinasce. Dal profilo intagliato del rapace spuntano rami gemmati reali, sancendo la fusione totale con la natura.

***

Le sculture di Yuzuru Hinaiji non nascono dal nulla: sono presenze scoperte. Ogni frammento di legno galleggiante ha già vissuto una sua vita intera, plasmato dalle montagne, dalle onde e dal vento. L'artista si mette semplicemente in ascolto di queste tracce del tempo, rifiutando di scolpire troppo. C'è una fiducia sacra e silenziosa nelle forme che la natura ha già disegnato; l'intervento dell'uomo è minimo, sottile, essenziale, volto solo a risvegliare una memoria selvaggia rimasta latente tra le venature.
Muovendoci lungo il confine ambiguo tra la materia grezza e l'animale, ci accorgiamo che il legno alla deriva è una pura condensazione di tempo che torna a respirare. Una metamorfosi che non cancella il passato, ma ne fa emergere l'anima profonda.

Divulgazione d'arte a cura di Daniela Scarel.
Concetti e note biografiche estratti dalle fonti ufficiali di Yuzuru Hinaiji.

Sito Ufficiale Artista 

venerdì 9 ottobre 2026

Peter Mandl: Sculture di Cristallo dove la Luce diventa Anima

 

Esistono sculture che non occupano semplicemente uno spazio, ma lo creano attraverso il riflesso. Nel panorama dell'arte contemporanea internazionale, l'opera del maestro svedese Peter Mandl si distingue come una delle più pure e ipnotiche celebrazioni del vetro e dell'arte simbolica figurativa. Seguo il suo lavoro da moltissimi anni e custodire nel mio atelier un suo catalogo ufficiale, impreziosito da una dedica così intima e personale, è un privilegio che tocca le corde più profonde della mia anima di divulgatrice.
Esplorando questa prima selezione di opere, ci si ritrova immersi in un autentico labirinto di trasparenze e bagliori nordici. La maestria di Peter Mandl risiede nella sua capacità primordiale di modellare il cristallo molato come se fosse materia fluida, imprigionando la luce del nord all'interno di volumi geometrici perfetti e silhouette sinuose che richiamano la figura umana. Ogni scultura diventa così un simbolo vivente, un punto di incontro tra la solidità del vetro massiccio e l'eterea trasparenza dell'infinito.

Peter Mandl scultura in cristallo molato con riflessi di luce


Silhouette di Luce — Scultura in cristallo molato. La purezza trasparente del materiale cattura i riflessi circostanti, trasformando la luce in una forma fluida che evoca l'eleganza archetipica del corpo umano.


Peter Mandl silhouette di donna scultura in cristallo


Anima di Cristallo — Opera figurativa in vetro massiccio. Una colonna vitrea slanciata che brilla nell'oscurità, simbolo senza tempo di spiritualità e ascesa verticale attraverso la modulazione del volume.


Peter Mandl scultura geometrica in cristallo specchiato con intaglio


Eclissi Geometrica — Cristallo molato e specchiato. Una scomposizione sferica perfetta dove il trasparente incontra la densità del nero, creando un ipnotico contrasto prospettico.


Peter Mandl scultura in cristallo blu a foro centrale


Anima Blu — Cristallo molato a foro centrale. Una lacrima di oceano svedese imprigionata nel vetro, simbolo di introspezione profonda e di un silenzio che vibra di sfumature marine.


Peter Mandl scultura sfera di cristallo bicolore azzurro e blu


Nucleo di Luce — Sfera in cristallo bicolore. I riflessi cerulei si fondono nel cuore della scultura, evocando la trasparenza ghiacciata dei paesaggi nordici e l'eterno mistero della bellezza eterea.


Peter Mandl scultura in cristallo ambra e oro dalle forme sinuose


Alchimia d'Ambra — Cristallo molato a fessura. Le tonalità calde dell'oro e della terra si riflettono nella concavità dell'opera, custode di ombre dinamiche e calore solare.


• Peter Mandl scultura in vetro fuso ambra e arancione materia e luce


Flusso di Fuoco — Opera simbolica concava. Una doppia curvatura che imprigiona sfumature incendiarie, punto d'incontro ideale tra la rigidità della materia e la fluidità del vento.

Peter Mandl scultura slanciata in cristallo ambra e sfumature scure


Bagliore d'Ambra — Cristallo molato lucido. Una colonna di luce calda che si avvita verso l'alto, dove lo spessore del vetro crea sfumature che vanno dall'ambra trasparente al bruno profondo, come una fiamma cristallizzata.


Peter Mandl scultura astratta in vetro verde chiaro dinamica mossa


Canto dell'Onda — Opera in cristallo scolpito. I profili frastagliati e le curve asimmetriche catturano la spuma e il movimento caotico e vitale dell'acqua, trasformando il vetro in un flusso marino in perenne movimento.


Peter Mandl silhouette femminile in cristallo blu satinato con velo


Ninfa del Nord — Cristallo molato satinato blu. Una splendida silhouette figurativa dove la superficie opaca evoca la texture del ghiaccio polare, mentre le linee sinuose disegnano il profilo di una figura avvolta nel vento.


Peter Mandl scultura figurativa in cristallo verde smeraldo trasparente


Riflesso di Smeraldo — Scultura figurativa in cristallo traslucido. Le delicate trasparenze verdi e i finissimi giochi di luce interni delineano una figura slanciata e misteriosa, simbolo di una natura ancestrale che si fa corpo.


Peter Mandl sculture in cristallo azzurro esposte davanti alla finestra dell'atelier in Svezia


Luce del Nord — Una veduta suggestiva all'interno dello studio dell'artista, dove le silhouette in cristallo azzurrato e satinato dialogano direttamente con la luce naturale che filtra dalle grandi vetrate. Un'esposizione intima che mostra come la trasparenza del vetro assorba e rifletta l'atmosfera e i colori del paesaggio svedese circostante.


Peter Mandl
Sito ufficiale Artista: https://www.petermandl.com

Nelle sfere bicolore, negli intagli concavi specchiati e nelle morbide curve che evocano il movimento del vento e del mare, il cristallo cessa di essere un materiale inerte. Diventa uno specchio dell'anima, un custode di ombre dinamiche e nuclei azzurri, ambra e oro che vibrano a seconda della luce che li attraversa. Un viaggio sensoriale dove la purezza della forma incontra l'eterno mistero della bellezza ancestrale.


Daniela Scarel — Promotrice e Divulgatrice d'Arte




giovedì 8 ottobre 2026

Silenzi di brina e trame d'oro: l'evoluzione del Nihonga di Yoshie Tachiki


Esistono sguardi capaci di ridefinire il legame tra l'istante e l'eterno. A distanza di tempo dal nostro primo incontro con la sua arte, l'evoluzione pittorica di Yoshie Tachiki ci conduce oggi in un territorio ancora più intimo e silenzioso. Attraverso la secolare lente della pittura tradizionale Nihonga, le sue nuove opere botaniche celebrano la sacralità della natura spontanea, trasformando la materia minerale in pura poesia visiva.



Dipinto tradizionale Nihonga di Yoshie Tachiki con dettagliati fiori a campana viola e blu su fondo scuro, da archivio Instagram ufficiale.


Calici di penombra e linfa viola: la notte accoglie il sommesso e segreto fiorire della terra.


Opera d'arte Nihonga di Yoshie Tachiki raffigurante foglie autunnali traforate dal tempo e rami sottili, da fonte ufficiale Instagram.


La sublime fragilità del tempo: un fitto ricamo di foglie erose celebra la fiera transizione della terra.


I diari d'atelier e l'alchimia degli iwa-enogu
Nelle note d'atelier che l'artista condivide nel suo percorso di ricerca, emerge una profonda e costante osservazione del quotidiano. Passeggiando lungo le strade, Yoshie Tachiki cattura con gli occhi le sfumature della vita — dalle luci di un tramonto teatrale fino ai dettagli cromatici degli abiti dei passanti — per poi interiorizzarle e trasferirle sulla carta washi.

Questa straordinaria sensibilità si traduce in una tavolozza in cui i preziosi iwa-enogu (pigmenti minerali naturali ricavati dalla frantumazione delle rocce) dialogano con la foglia d'oro e d'argento. Nelle composizioni più recenti, la rigida scomposizione geometrica lascia spazio a un fluire asimmetrico e naturale. Ne sono un esempio i suoi intensi notturni: nel magistrale studio dedicato ai narcisi, la Tachiki rinuncia alla vivacità del colore per rifugiarsi in una sinfonia monocromatica. I bianchi puri e le granulosità argentee si depositano sugli steli come brina notturna, emergendo dal vuoto di un fondo nero assoluto. È la piena celebrazione dell'estetica wabi-sabi, dove l'imperfezione di una foglia erosa dal tempo e la fragilità di un petalo diventano monumenti immortali.


Particolare ravvicinato di un dipinto Nihonga di Yoshie Tachiki con micro-dettagli botanici e rifiniture in foglia d'oro.


Un labirinto di rami e riflessi dorati, dove ogni venatura trattiene la memoria invisibile del bosco.


Dipinto monocromatico Nihonga di Yoshie Tachiki con narcisi bianchi ed elementi argentei minerali su fondo nero notte.

Bagliori di gesso e anime d'argento: i narcisi rompono l'oscurità come un silenzioso annuncio di primavera.


***


Artista: Yoshie Tachiki (立木美江)
Tecnica: Nihonga (Pittura tradizionale giapponese)
Materiali d'elezione: Pigmenti minerali naturali, foglia d'oro, carta washi artigianale
Focus: Evoluzione botanica e diari d'atelier (2025-2026)


Lasciate un commento qui sotto per condividere quale di queste nuove atmosfere, tra i silenzi argentei dei narcisi e le calde trame dorate, ha saputo toccare maggiormente la vostra sensibilità.






 

mercoledì 7 ottobre 2026

Echi di travertino e mito: la memoria del 2024 di Girolamo Ciulla a Pietrasanta


Ci sono artisti capaci di risvegliare il mito attraverso la scultura contemporanea. Girolamo Ciulla è stato il custode di questa magia arcaica: un maestro che ha saputo infondere nel travertino la solennità di divinità antiche e creature primordiali. Le sue opere esposte a Pietrasanta si trasformano in un eterno viaggio nella memoria, un respiro profondo che sfida il tempo e incanta lo sguardo.


Scultura in travertino con busto e coccodrillo di Girolamo Ciulla mostra 2024 Pietrasanta, foto di Daniela Scarel


Sguardi di travertino e custodi ancestrali: dove il mito emerge dal silenzio della pietra.


Scultura sferica in travertino con figura distesa e coccodrillo di Girolamo Ciulla, fotografia di Daniela Scarel.


Un legame antico e primordiale, dove la terra accoglie il sonno del mito all'ombra del coccodrillo.


Statua in travertino di Girolamo Ciulla con coppa e coccodrillo sul capo e quadro astratto verde di Susana Canosa, fotografia di Daniela Scarel.


Un'armonia sospesa, dove l'arcaica solennità della pietra incontra le vibrazioni cromatiche della tela.


Scultura in travertino raffigurante una scimmia seduta su un tempio classico posizionata su un tavolo di legno antico, fotografia di Daniela Scarel.


L'istinto primordiale si posa sulla geometria della storia, in un silenzioso presagio di pietra.


Panoramica dell'allestimento d'arte contemporanea con sculture in travertino di Girolamo Ciulla a Pietrasanta, fotografia di Daniela Scarel.


Una stanza di meraviglie archetipe: dove ogni scultura tesse una trama invisibile con il mito.


Scultura in travertino di un animale domestico su un tavolo bianco rotondo con frammento di pietra inciso, fotografia di Daniela Scarel.


Creature sacre emerse dal blocco grezzo, custodi di un'era pastorale e divina che non svanisce.


Scultura verticale a forma di stele in travertino con rilievo centrale di Girolamo Ciulla, fotografia di Daniela Scarel.


Un'architettura dell'anima incisa nel tempo: la superficie scolpita si fa tempio del silenzio.


Interno della Galleria Susanna Orlando a Pietrasanta con rami d'edera dal soffitto, fotografia di Daniela Scarel.


La natura si insinua tra gli spazi dell'arte, avvolgendo il lavoro creativo in un abbraccio senza tempo.


Lastre quadrate in travertino con figure mitologiche e scultura di asinello accovacciato, fotografia di Daniela Scarel.


Frammenti di un racconto remoto, dove divinità danzanti e creature pacifiche riposano sulla pietra.


Quadro astratto sui toni del verde e azzurro di Susana Canosa alla Galleria Susanna Orlando, fotografia di Daniela Scarel.


Sfumature di foglie e luce: le vibrazioni cromatiche di Susana Canosa dialogano con la solennità della scultura.


Cataloghi d'arte delle mostre Dimore del Mito di Girolamo Ciulla e Komorebi di Susana Canosa, fotografia di Daniela Scarel.


Le pagine custodiscono il pensiero: testimonianze impresse su carta di un incontro artistico indimenticabile.


Ingresso della Galleria Susanna Orlando in via Stagio Stagi 12 a Pietrasanta, fotografia di Daniela Scarel.

La soglia della bellezza a Pietrasanta: dove la storica facciata di via Stagio Stagi invita a scoprire il mito.


Hanno detto di lui...

«Grande vero scultore»
– Ugo Riva, scultore


«Adoro le sculture di Girolamo Ciulla»
– Beatrice Taponecco, scultrice

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Mostra: "Respiri oltre il tempo. L'amuri è comu u ventu..."


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Mostra: "Respiri oltre il tempo. L'amuri è comu u ventu, nun si po vìdiri, ma si po sentiri"

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Artista: Girolamo Ciulla (in dialogo con le opere di Susana Canosa)

Sede: Galleria Susanna Orlando, Via Stagio Stagi 12, Pietrasanta (LU)
Periodo di memoria: Estate 2024
Curatela: Antonio D'Amico e Susanna Orlando

Fotografie: Scatti e memorie di Daniela Scarel

Lasciate un commento qui sotto per condividere i vostri pensieri su queste straordinarie opere in travertino e sulla poetica intramontabile del Maestro Ciulla.


 

domenica 4 ottobre 2026

Tra terra e cielo: il reportage della mostra di Giuseppe Agnello a Pietrasanta


L'Arte come Rifugio e la Ricerca dell'Abisso: la Parola a Giuseppe Agnello

Per comprendere a fondo la genesi di "Tra terra e cielo", è illuminante accostarsi al pensiero dello stesso Giuseppe Agnello, che in una recente e profonda intervista sulla rivista Gattopardo ha ridefinito il senso profondo del suo fare scultura.

Lungi dall'essere un puro esercizio estetico, la scultura per il maestro rappresenta un'esigenza vitale, un atto necessario e di forte impatto emotivo. Come egli stesso dichiara: "La scultura è stata per me da sempre un atto di trasgressione, spingendomi ad abbracciare quell’ambito dell’arte che si manifesta sotto forma di protesta, ma al contempo rappresenta un rifugio necessario". In un'epoca lacerata da conflitti e incertezze, l'artista avverte il dovere morale di non rimanere immune di fronte al mondo, perché "l’arte non può mentire, nemmeno quando si presenta sotto forma di pura bellezza".

Questa continua tensione si traduce in opere che esplorano la stratificazione profonda dell'identità e del vissuto. Il titolo stesso della rassegna evoca la coesistenza tra la nostra parte materiale – radicata, grezza e ancorata alla polvere – e quell'abisso impalpabile e invisibile che abita ciascuno di noi. Abbandonando le tendenze effimere o i linguaggi puramente provocatori, Agnello sceglie di far dialogare la figura con una forte plasticità e con elementi di memoria antica, che affondano le radici nella grande tradizione dello stucco palermitano e nella lezione di Carrara. Il risultato è un percorso espositivo che non si impone con violenza sullo spettatore, ma instaura con lui e con lo spazio circostante un dialogo intimo, sussurrato e profondamente necessario.


Scultura contemporanea in gesso e terra di Giuseppe Agnello raffigurante due figure umane stilizzate che emergono da una roccia, esposta alla Galleria Ponzetta.

Opere di Giuseppe Agnello

Dalla roccia fiera,
due sagome distinte
sfidano l'ombra.


Allestimento della mostra di Giuseppe Agnello alla Galleria Ponzetta, caratterizzato da un suggestivo contrasto di luci e ombre nello spazio espositivo.


Opere di Giuseppe Agnello

Candide forme,
nel gioco della luce
l'ombra cammina.


Allestimento di busti scultorei figurativi di Giuseppe Agnello esposti su piedistalli ed elementi d'arredo all'interno della Galleria Ponzetta a Pietrasanta.


Opere di Giuseppe Agnello

Silenti volti,
dove la luce posa
fiorisce il tempo.

Dettaglio di una scultura antropomorfa di Giuseppe Agnello che raffigura un uccello posato sulla mano di una figura umana, esposta alla Galleria Ponzetta.


Opera di Giuseppe Agnello

Creature mute,
sul candore del corpo
sosta un sussurro.


Profilo di un busto scultoreo maschile di Giuseppe Agnello, raffigurato con un volatile posato sulla mano.


Opera di Giuseppe Agnello

Sguardo fiero,
una creatura sosta
sul freddo palmo.

nquadratura frontale di un busto scultoreo maschile di Giuseppe Agnello, con occhi chiusi .

Opera di Giuseppe Agnello

Occhi serrati,
nel profondo silenzio
fiorisce il sogno.


Scultura di una testa maschile di Giuseppe Agnello adagiata di lato su un tavolo di legno antico, con superfici ruvide sulla parte posteriore e ombre sul pavimento.


Opera di Giuseppe Agnello

Volto silente,
sul legno che fu albero
si posa il sogno.


Scultura di Giuseppe Agnello adagiata di lato su un tavolo di legno antico.


Opera di Giuseppe Agnello

Forma silente,
nel grembo del legno
riposa il tempo.


Primo piano di una scultura antropomorfa di Giuseppe Agnello raffigurante un busto maschile inclinato di lato con un volatile posato sulla spalla, su uno sfondo nero.


Opera di Giuseppe Agnello

Capo inclinato,
sul candore del collo
veglia l'ascolto.


Allestimento espositivo di Giuseppe Agnello alla Galleria Ponzetta con un busto scultoreo su piedistallo in primo piano e un pannello in bassorilievo appoggiato alla parete.


Opere di Giuseppe Agnello

Profilo chiuso,
e sulla bianca lastra
impronte vive.


Inquadratura frontale di un busto scultoreo antropomorfo di Giuseppe Agnello con occhi chiusi, illuminato su uno sfondo scuro.


Opera di Giuseppe Agnello

Volto raccolto,
nel buio della sala
la pietra sogna.


Profilo di un busto scultoreo antropomorfo di Giuseppe Agnello illuminato lateralmente, con un pannello in bassorilievo visibile sullo sfondo all'interno della Galleria Ponzetta.


Opere di Giuseppe Agnello

Profilo austero,
nel gioco della mente
la forma tace.


Scultura di Giuseppe Agnello raffigurante due figure umane stilizzate in piedi su un basamento materico, con le loro ombre nitide proiettate sulla parete di fondo.


Opera di Giuseppe Agnello

Due corpi eretti,
sul muro la scura ombra
cammina insieme.

Allestimento d'arte di Giuseppe Agnello alla Galleria Ponzetta con un bassorilievo circolare a motivi botanici sulla parete e sculture di teste umane con un volatile sul mobile di legno antico.


Opere di Giuseppe Agnello

Foglie impresse,
sui pensieri dell'uomo
sosta l'aliante.


Dettaglio ravvicinato di due sculture di teste umane affiancate di Giuseppe Agnello, sormontate da sagome di volatili sorretti da fili metallici, esposte a Pietrasanta.


Opera di Giuseppe Agnello

Menti vicine,
sulle teste adagiate
spicca il volo.

Pannello scultoreo circolare in bassorilievo di Giuseppe Agnello appeso alla parete, caratterizzato da superfici fortemente texturizzate e geometrie astratte materiche.


Opera di Giuseppe Agnello

Cerchio perfetto,
nella terra scavata
pulsa la luna.

Pannello scultoreo circolare di Giuseppe Agnello appeso alla parete, decorato con nitide impronte in bassorilievo di ramificazioni e grandi foglie.


Opera di Giuseppe Agnello

Linfa impressa,
sul cerchio della terra
la foglia tace.


Dettaglio di una scultura circolare da parete di Giuseppe Agnello caratterizzata da una fitta trama stratificata di impronte vegetali.


Opera di Giuseppe Agnello

Intrecci bianchi,
nel profondo rilievo
pulsa la selva.


Allestimento d'insieme della mostra personale di Giuseppe Agnello alla Galleria Ponzetta, con diverse sculture antropomorfe e tondi da parete esposti nella sala.


Opere di Giuseppe Agnello

Corpi e tondi,
nel silenzio di gesso
l'universo posa.


• Scultura di Giuseppe Agnello raffigurante due figure umane stilizzate e nude in piedi, le cui teste si prolungano in una forma ruvida e asimmetrica.

Opera di Giuseppe Agnello

Verticali,
oltre il pensiero umano
la forma sale.


Scultura antropomorfa maschile di Giuseppe Agnello su piedistallo, ripresa di profilo all'interno dello spazio espositivo della galleria.

Opera di Giuseppe Agnello

Passo sospeso,
davanti all'infinito
l'anima attende.


Inquadratura frontale di una scultura antropomorfa di Giuseppe Agnello che raffigura un corpo maschile stante su un piedistallo, con le braccia sollevate e una forma ampia e irregolare sul capo.


Opera di Giuseppe Agnello

Mani levate,
sotto un carico informe
il corpo sosta.


Visione ravvicinata e angolata di due sculture di figure umane nude di Giuseppe Agnello, i cui capi si sviluppano verso l'alto in eleganti estensioni materiche, ruvide e asimmetriche.


Opere di Giuseppe Agnello, Artista

Fianco a fianco,
verso il cielo si innalza
la forma ruvida.

***

Questo viaggio visivo si conclude così, con queste due figure stanti che si innalzano silenziose, fianco a fianco, proiettando i propri pensieri verso l'alto attraverso eleganti ed asimmetriche estensioni materiche. In questo frammento visivo si condensa l'intero respiro della mostra di Giuseppe Agnello: un invito a rallentare, ad accostarsi all'opera con passo leggero per ascoltarne il canto sommesso e l'intima verticalità.

"Tra terra e cielo" alla Galleria Ponzetta non è stata soltanto una rassegna da ammirare, ma uno spazio meditativo in cui l'abisso interiore di ognuno di noi ha potuto specchiarsi nel candore e nelle rugosità delle forme. Una testimonianza preziosa di come la scultura, oggi più che mai, possa farsi rifugio necessario e custode silenziosa della nostra parte più intima e spirituale.

Lascio questo spazio con gli occhi colmi di questa metamorfosi silenziosa, grata per aver potuto catturare e divulgare la bellezza di un dialogo così puro tra la materia e l'assoluto, a chiusura della splendida mostra presso la Galleria Ponzetta di Pietrasanta.

Reportage d'arte a cura di Daniela Scarel