Ci sono luoghi in cui l'arte smette di essere solo da guardare e inizia a respirare. A Torre del Lago, sul palcoscenico del Massaciuccoli, la lirica di Puccini incontra la materia eterna di due giganti della scultura: Igor Mitoraj e Yasuda Kan.
Il palcoscenico del lago è un tempio sospeso,
dove la pietra respira e il metallo si fa canto.
Il bronzo di Mitoraj sorge nel buio, teso,
mostrando il taglio netto del suo antico pianto.
Ecco i grandi volti blu, adagiati sul prato,
scenografie del mito che la notte colora:
sono gli enigmi di Turandot, il destino spezzato,
la passione di Manon che nel dramma dimora.
Hanno bende sulla pelle e ali senza volo,
come l'eroe pucciniano che ama e resta solo.
Accanto a quel tormento che si spezza e si flette,
la pietra di Yasuda si posa, candida e muta.
Una goccia di marmo in cui il cielo si riflette,
un uovo di silenzio dove l'anima è seduta.
È il sol levante che attende sul ciglio del molo,
la purezza geometrica di un tragico volo:
Cio-Cio-San che svanisce nel vuoto assoluto,
mentre il marmo levigato assiste, premuto.
Poi s'alza la musica, e l'abbraccio degli amanti,
fusi in un bronzo tenero tra i fiori di oleandro,
diventa la romanza che commuove i passanti,
l'accordo universale che cancella ogni bando.
Scultura e lirica si sposano sull'onda
del Massaciuccoli: l'occidente ferito e l'oriente che tace.
Mitoraj scava il dolore tra i suoi colossali simulacri,
Yasuda dona al palco una solenne, geometrica pace.
E Puccini, dall'ombra, ad ogni forma dà voce.
Festival Puccini Torre del Lago
Ministero della Cultura
Regione Toscana
Accademia Pucciniana
Presidente Fondazione Festival Pucciniano:
Fabrizio Miracolo
Direttore Artistico della Fondazione Festival Pucciniano e Presidente dell'Accademia:
Angelo Taddeo
Parco della Musica, Torre del Lago Puccini
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