" Le mosche d'oro " 2014 di Agostino Arrivabene - " Pesante ho l'anima, di una tenebra perenne. "

lunedì 20 ottobre 2025

Max Leiva: Sculture in Bronzo tra Geometria, Spazio e Movimento



"Linee tese nel vuoto e corpi sospesi nel tempo: dove il bronzo si spoglia del suo peso metallico per farsi poesia, movimento e indagine profonda dell'anima."



Scultura contemporanea in bronzo di Max Leiva


Geometrie dell'anima impresse nel metallo, dove il bronzo si modella per farsi pensiero e movimento.


Lo scultore Max Leiva nel suo studio accanto a una scultura in bronzo


Il creatore e la sua creatura: una figura slanciata che sfida la gravità e si erge nello spazio, catturata in un istante di fiera e immobile eleganza.


Gruppo di sculture figurative in bronzo di Max Leiva


Una fila silenziosa di esistenze intrecciate, figure protese in avanti che condividono lo stesso spazio e lo stesso eterno cammino nel tempo.


Scultura in bronzo di figure umane sovrapposte Max Leiva


Corpi stratificati che si fondono in un'unica colonna d'esistenze, un peso condiviso che si eleva verso l'alto sfidando il vuoto.


Scultura contemporanea di due figure in movimento Max Leiva


Un gioco magnetico di forze opposte, dove un braccio teso nello spazio diventa il fulcro di un legame indissolubile.


Scultura figurativa con corpi in tensione drammatica Max Leiva


Un istante congelato tra il volo e la caduta, un salto nel buio in cui la materia bronzea si fa leggera come un pensiero sospeso.


Scultura in bronzo di figura con cappuccio e libri Max Leiva


Un viandante silenzioso avvolto nel proprio cappuccio, custode solitario di storie e saperi racchiusi nel peso del bronzo.


Modelli di sculture figurative in argilla nel laboratorio Max Leiva


Nel silenzio della penombra, una comunità di ombre prende forma e consistenza, in attesa di svelare la propria fragile umanità.


Lo scultore Max Leiva controlla l'installazione delle sue opere


Un coro di esistenze si stringe attorno all'architettura dello spazio, sotto lo sguardo attento e vigile del loro stesso creatore.


Scultura equestre in bronzo dorato Max Leiva


La fiera maestosità del bronzo dorato cattura l'impeto del movimento, dove cavallo e cavaliere si fondono in un'unica ed eterna spinta dinamica.


Dettaglio scultura in bronzo di due figure in tensione Max Leiva


Un'estensione disperata verso l'ignoto, dove due corpi fusi nell'oscurità cercano un punto di contatto oltre il confine della materia.


Scultura contemporanea con figure alate e linee geometriche Max Leiva


Un'ala protesa che squarcia lo spazio circostante, catturando il momento esatto in cui un legame terreno tenta di trattenere un volo imminente.


Scultura figurativa in bronzo con elementi geometrici astratti Max Leiva


La solennità di una postura verticale che dialoga con la rigidità di una forma astratta, un equilibrio perfetto tra corpo e spazio vuoto.


Scultura in bronzo con figura umana in volo orizzontale Max Leiva


Una straordinaria proiezione nello spazio, dove un corpo solido si libra in un volo impossibile, sorretto solo dalla forza di un abbraccio ancestrale.


Scultura di coppia in bronzo a figura intera Max Leiva


Un passo a due impresso nel metallo, un movimento sincronico e protettivo che si apre verso l'orizzonte con fiera determinazione.


Scultura monumentale in bronzo con grande cerchio geometrico Max Leiva


Due esistenze si ergono di fronte al disco perfetto del tempo, racchiuse in un equilibrio geometrico che unisce l'umano all'infinito.


Dettaglio scultura in bronzo di due figure in movimento Max Leiva


Una proiezione disperata nello spazio, dove i corpi cercano un punto di contatto e una via di fuga oltre il confine della materia.


Scultura contemporanea con figure umane intrecciate e slanciate Max Leiva


Un groviglio di muscoli e slanci che sfida le leggi della gravità, trasformando il metallo pesante in un volo corale e leggero.


Gruppo scultoreo figurativo su piedistallo di Max Leiva


Una comunità di sguardi e di silenzi si stringe attorno alla pietra, testimone immobile di una vicinanza che si fa protezione.


Scultura monumentale con pannello in rame inciso e figure Max Leiva


Un coro di esistenze che sorregge il peso della memoria, dove le incisioni sulla grande lastra raccontano storie di epoche lontane.


Scultura equestre figurativa in bronzo di Max Leiva

L'impeto fiero e solenne del destriero si fonde con la figura del cavaliere, catturati per sempre nella luce calda dello studio d'arte.

Max Leiva, Artista


Il bronzo si spoglia della sua rigidità metallica per farsi custode di un movimento perenne e di una profonda indagine interiore. Attraverso il lavoro dello scultore contemporaneo guatemalteco Max Leiva, nato nel 1966, la scultura contemporanea diventa un ponte tra le radici ancestrali della cultura Maya dell'America Centrale e le suggestioni cosmopolite raccolte nei suoi viaggi in tutto il mondo, dalla Svizzera a Bangkok. Come scrive magistralmente il critico Noël Coret, Max Leiva ci dimostra che la scultura può fondere raffinatezza ed espressività, forza creativa e contrasto, eleganza formale e sincerità del suo creatore; in ogni sua opera l'artista cattura un'immaginazione inquieta, elaborando poesie visive concepite per reincantare i nostri sogni, sogni in un mondo in cui tutto è solo tenerezza e voluttà. La sua pratica artistica si materializza con straordinaria naturalezza sia nel figurativo che nell'astratto, dando vita a un coro di presenze in bronzo capaci di sfidare la gravità e dialogare con lo spazio circostante. Guardando i suoi gruppi corali allineati o le sue figure singole avvolte nel silenzio, si percepisce l'eco di un intero vissuto globale, un'esperienza estetica totalizzante dove la materia si modella per dare voce alle tensioni, alle solitudini e alla meravigliosa complessità delle relazioni umane.






 

L'universo ancestrale di Emily Young: volti che emergono dalla materia grezza


"Alla scoperta di Emily Young, considerata una delle scultrici contemporanee più importanti e raffinate al mondo. La sua ricerca artistica si distingue per una connessione viscerale con la terra: i suoi volti, dai tratti classici e arcaici, sembrano riemergere da blocchi di marmo, onice e pietre millenarie lasciate parzialmente allo stato grezzo. In questo articolo analizziamo la forza della sua scultura arcaica."


Scultura arcaica di Emily Young volto che emerge da pietra naturale stratificata

Scultura contemporanea di Emily Young volto classico scolpito in roccia policroma grezza

Scultura arcaica di Emily Young volto di profilo che emerge da roccia grezza scura

Scultura arcaica di Emily Young volto solenne scolpito in blocco di pietra scura

Scultura arcaica di Emily Young profilo classico che segue le venature della pietra naturale

Scultura contemporanea di Emily Young profilo di un volto in pietra naturale verde e policroma

Scultura di Emily Young a forma di disco circolare in pietra naturale retroilluminata

Scultura arcaica di Emily Young profilo classico che emerge da un blocco di pietra scura grezza

Scultura arcaica di Emily Young profilo umano che si fonde con la texture di una pietra naturale grezza

Scultura contemporanea di Emily Young testa classica di profilo in pietra chiara scolpita

Scultura arcaica di Emily Young profilo solenne che emerge da pietra naturale venata e policroma

Scultura arcaica di Emily Young profilo solenne che emerge da pietra naturale venata e policroma

Scultura contemporanea di Emily Young volto frontale che emerge da un blocco di pietra scura naturale

Scultura arcaica di Emily Young volto sereno scolpito in un blocco di pietra chiara naturale

Scultura contemporanea di Emily Young esposta in una galleria d'arte con blocco di pietra ruvida e venata

Scultura arcaica di Emily Young volto classico scolpito in un blocco di pietra bianca con venature naturali scure

Scultura contemporanea di Emily Young volto di profilo scolpito in una pietra ruvida e porosa

Scultura di Emily Young volto monumentale con finitura verde e texture ruvida sulla parte superiore

Scultura arcaica di Emily Young volto classico parzialmente scolpito in una pietra naturale venata e stratificata

Scultura di Emily Young volto che emerge orizzontalmente da un blocco di roccia grezza dalle tonalità calde e dorate

Scultura arcaica di Emily Young volto classico e fiero scolpito in blocco di pietra chiara naturale

Scultura contemporanea di Emily Young volto di tre quarti in pietra naturale dalle sfumature verdi e patinate

Scultura arcaica di Emily Young volto che si dissolve in un blocco di roccia grezza scura con venature rossastre

Scultura di Emily Young testa classica di profilo scolpita in pietra chiara con calde venature naturali

Emily Young, Artista

"C'è un momento esatto in cui il tempo dell'uomo si arrende alla memoria millenaria della terra. Nell'arte di Emily Young, scultrice britannica nata a Londra nel 1951, questo confine svanisce. Cresciuta in una costellazione di esploratori e naturalisti, e guidata dall'eredità spirituale della nonna Kathleen Scott—che a sua volta respirò il genio di Auguste Rodin—l'autrice compie un viaggio inverso rispetto alla scultura classica: non impone una forma, ma la evoca.

I suoi volti arcaici, solenni e silenziosi, non sono scolpiti 'nella' pietra, ma sembrano riemergere da essa dopo un sonno durato ere geologiche. Lavorando materiali primordiali come l'onice, l'alabastro e il quarzo, Emily Young instaura una vera e propria collaborazione con la materia: lascia che le fratture, le venature cromatiche e le rugosità grezze del blocco minerale dettino il destino del volto. È la pietra stessa a sussurrare dove fermarsi. Il risultato è un'umanità fossile e immortale, custode di un segreto arcaico che parla la lingua della natura e del mito."


venerdì 17 ottobre 2025

" Memorie Invisibili " 2025 di Daniela Astone presso Galleria Ponzetta

 



" Memorie Invisibili " di Daniela Astone, Artista
Olio su tavola entro cornici antiche, 
2025


Sono esposte presso Galleria Ponzetta
Arte Antica & Arte Contemporanea
Via Barsanti 41
Pietrasanta

***

(...)

Questo per noi sarà: nulla già mai
Per divino voler nasce dal nulla.
E la paura in ver tutti i mortali

Vince così, perciò che in terra e in cielo
Miran molti fenomeni, di cui
Veder le cause in modo alcun non sanno,
E pensano però, che tutto avvenga
Per divino voler. Quindi, ove noi
Veduto avrem, che nulla mai da nulla
Crear si può, più drittamente allora
Ciò che cerchiamo intenderemo, e d’onde
Possa ogni corpo esser creato, e come
Senz’opera di Numi ognun si faccia.
(...)

Tito Lucrezio Caro - La Natura (I secolo a.C.)
Traduzione dal latino di Mario Rapisardi (1880)

***




mercoledì 3 settembre 2025

Agostino Arrivabene " La Fiorita " 2025


Agostino Arrivabene, Artista
" La Fiorita " 2025, Olio su tavola incamottata
80 × 65 cm

Ha inaugurato lo scorso 21 giugno, giorno del solstizio d’estate,
la mostra personale “Aprire le zolle.​ Visioni dal sottosuolo” di Agostino Arrivabene, nella sede svizzera della Primo Marella Gallery a Lugano​ fino al 18 Settembre 2025

***

“Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera”.

Alda Merini









sabato 2 agosto 2025

Agostino Arrivabene " Angelo del Versamento III " 2016




Agostino Arrivabene
" Angelo del Versamento III " 2016

***


“Esiste davvero il tempo, il distruttore?
Quando, sul monte immobile, spezzerà il castello?
E questo cuore, che appartiene infinitamente al dio,
quando lo violenterà il demiurgo?
Sono davvero così angosciosamente fragili,
come il destino vuole farci intendere?
L’infanzia profonda e promettente,
si fa – poi – silenziosa nelle radici?”

(Rainer Maria Rilke, Sonetti a Orfeo, versi tratti da sonetto XXVIL)

domenica 8 giugno 2025

Agostino Arrivabene " Omo Salvatico " 2025


Agostino Arrivabene, Artista
" Omo Salvatico " 2025
Olio, foglia d’oro su tavola incamottata
Cm 43 x 38
Courtesy Primo Marella Gallery

***

" Come emerso dal racconto Delle vite di Vasari inerente a Leonardo daVinci, si cita la magnifica festa per le celebrazioni di due sontuosi matrimoni, quelli tra Ludovico il Moro e Beatrice d’Este, e tra Anna Sforza sorella di Gian Galeazzo e Alfonso D’Este, celebrazioni nelle quali è coinvolto anche Leonardo Da Vinci; e’ Galeazzo di Sanseverino, genero del Moro fare la sua parte nei festeggiamenti, il condottiero sceglie di indire una giostra nella migliore tradizione delle corti rinascimentali, Leonardo diventa il regista e Ideatore dell’ intero apparato ( costumi, addobbi, musiche ) Leonardo idea una serie di travestimenti per i giostranti e il suo seguito, la fantasia di Leonardo genera la figura del “salvatico” l’essere sottratto alla corruzione del mondo moderno: un uomo salvato, dunque, non perduto.
In questo ritratto visionario, Agostino Arrivabene rielabora la figura dell’omo salvatico secondo una doppia genealogia: da un lato la memoria delle mascherate progettate da Leonardo da Vinci per le giostre
milanesi, dall’altro la tradizione delle teste composte di Arcimboldo, ma trasmutata in chiave sacrale e orfico-infernale.

Il volto emerge dal buio come apparizione – parzialmente velato da un nastro luminoso che ne occlude gli occhi, come in un rito d’iniziazione o in una sacra cecità. Non è un volto, ma una vegetazione spirituale: germinazioni carnose, gherigli, bacche, ganoderma, licheni e pollini che formano un diadema silvano, una carne nuova fatta di resina, umidità, corolle e spore. L’intera figura sembra un essere-medicina, creatura medianica che appartiene tanto al mondo naturale quanto a quello mitico.

L’opera si fa così epifania di una creatura liminale, soglia tra la Dea Persefone e la terra di Demetra: come uno spirito guardiano che, nel Regno Infero, accompagna il suo cammino tra la morte e il rifiorire. La collana composta da arbusti e radici sconosciute si intreccia alla carne nuda, evocando un’idea di corpo-foresta, di pelle fecondata dalla flora dell’ombra.
La tecnica, condotta con magistrale precisione fiamminga, attraverso velature trasparenti e l’uso della resina d’ Ambra e di sandracca , conferisce alla materia una lucentezza minerale, quasi una secrezione sacra. Non c’è figura, qui, che non sia insieme paesaggio e icona. "