"Linee tese nel vuoto e corpi sospesi nel tempo: dove il bronzo si spoglia del suo peso metallico per farsi poesia, movimento e indagine profonda dell'anima."
Geometrie dell'anima impresse nel metallo, dove il bronzo si modella per farsi pensiero e movimento.
Il creatore e la sua creatura: una figura slanciata che sfida la gravità e si erge nello spazio, catturata in un istante di fiera e immobile eleganza.
Una fila silenziosa di esistenze intrecciate, figure protese in avanti che condividono lo stesso spazio e lo stesso eterno cammino nel tempo.
Corpi stratificati che si fondono in un'unica colonna d'esistenze, un peso condiviso che si eleva verso l'alto sfidando il vuoto.
Un gioco magnetico di forze opposte, dove un braccio teso nello spazio diventa il fulcro di un legame indissolubile.
Un istante congelato tra il volo e la caduta, un salto nel buio in cui la materia bronzea si fa leggera come un pensiero sospeso.
Un viandante silenzioso avvolto nel proprio cappuccio, custode solitario di storie e saperi racchiusi nel peso del bronzo.
Nel silenzio della penombra, una comunità di ombre prende forma e consistenza, in attesa di svelare la propria fragile umanità.
Un coro di esistenze si stringe attorno all'architettura dello spazio, sotto lo sguardo attento e vigile del loro stesso creatore.
La fiera maestosità del bronzo dorato cattura l'impeto del movimento, dove cavallo e cavaliere si fondono in un'unica ed eterna spinta dinamica.
Un'estensione disperata verso l'ignoto, dove due corpi fusi nell'oscurità cercano un punto di contatto oltre il confine della materia.
Un'ala protesa che squarcia lo spazio circostante, catturando il momento esatto in cui un legame terreno tenta di trattenere un volo imminente.
La solennità di una postura verticale che dialoga con la rigidità di una forma astratta, un equilibrio perfetto tra corpo e spazio vuoto.
Una straordinaria proiezione nello spazio, dove un corpo solido si libra in un volo impossibile, sorretto solo dalla forza di un abbraccio ancestrale.
Un passo a due impresso nel metallo, un movimento sincronico e protettivo che si apre verso l'orizzonte con fiera determinazione.
Due esistenze si ergono di fronte al disco perfetto del tempo, racchiuse in un equilibrio geometrico che unisce l'umano all'infinito.
Una proiezione disperata nello spazio, dove i corpi cercano un punto di contatto e una via di fuga oltre il confine della materia.
Un groviglio di muscoli e slanci che sfida le leggi della gravità, trasformando il metallo pesante in un volo corale e leggero.
Una comunità di sguardi e di silenzi si stringe attorno alla pietra, testimone immobile di una vicinanza che si fa protezione.
Un coro di esistenze che sorregge il peso della memoria, dove le incisioni sulla grande lastra raccontano storie di epoche lontane.
L'impeto fiero e solenne del destriero si fonde con la figura del cavaliere, catturati per sempre nella luce calda dello studio d'arte.
Max Leiva, Artista
Il bronzo si spoglia della sua rigidità metallica per farsi custode di un movimento perenne e di una profonda indagine interiore. Attraverso il lavoro dello scultore contemporaneo guatemalteco Max Leiva, nato nel 1966, la scultura contemporanea diventa un ponte tra le radici ancestrali della cultura Maya dell'America Centrale e le suggestioni cosmopolite raccolte nei suoi viaggi in tutto il mondo, dalla Svizzera a Bangkok. Come scrive magistralmente il critico Noël Coret, Max Leiva ci dimostra che la scultura può fondere raffinatezza ed espressività, forza creativa e contrasto, eleganza formale e sincerità del suo creatore; in ogni sua opera l'artista cattura un'immaginazione inquieta, elaborando poesie visive concepite per reincantare i nostri sogni, sogni in un mondo in cui tutto è solo tenerezza e voluttà. La sua pratica artistica si materializza con straordinaria naturalezza sia nel figurativo che nell'astratto, dando vita a un coro di presenze in bronzo capaci di sfidare la gravità e dialogare con lo spazio circostante. Guardando i suoi gruppi corali allineati o le sue figure singole avvolte nel silenzio, si percepisce l'eco di un intero vissuto globale, un'esperienza estetica totalizzante dove la materia si modella per dare voce alle tensioni, alle solitudini e alla meravigliosa complessità delle relazioni umane.
.jpg)
.png)
.jpg)
.png)
.png)
.png)
.png)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.png)
.jpg)
.png)
.jpg)
.png)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.png)
.jpg)
.png)
.jpg)
.png)
.jpg)
.png)
.jpg)
.png)
.jpg)
.jpg)
.jpg)



.jpg)
.png)
.jpg)
